Charlotte Brontë: svelati alcuni segreti del romanzo “Jane Eyre”

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In quel giorno era impossibile passeggiare. La mattina avevamo errato per un’ora nel boschetto spogliato di foglie, ma dopo pranzo (quando non vi erano invitati, la signora Reed desinava presto), il vento gelato d’inverno aveva portato seco nubi così scure e una pioggia così penetrante, che non si poteva pensare a nessuna escursione. Ne ero contenta. Non mi sono mai piaciute le lunghe passeggiate, sopra tutto col freddo, ed era cosa penosa per me di tornar di notte con le mani e i piedi gelati, col cuore amareggiato dalle sgridate di Bessie, la bambinaia, e con lo spirito abbattuto dalla coscienza della mia inferiorità fisica di fronte a Eliza, a John e a Georgiana Reed.

Si apre così uno dei classici della letteratura più letti e amati di sempre: “Jane Eyre”, romanzo di formazione pubblicato nel 1847 dallo scrittore Currer Bell, meglio conosciuto come Charlotte Brontë.

Jane Eyre, Charlotte Brontë

Quest’anno si celebra il bicentenario della nascita della scrittrice inglese (leggi gli aforismi più belli tratti dal romanzo su Parole a Colori), così abbiamo pensato di scavare in uno dei capolavori della letteratura, cercando i segreti nascosti tra le pagine del libro.

 

Charlotte Brontë e il suo mondo segreto ricco di fantasy

Forse non tutti sanno che la maggiore delle sorelle Brontë scriveva libri già molto prima di diventare famosa grazie al suo capolavoro. La passione per i romanzi e per la scrittura non mancava certo in famiglia, visto che tutti erano dediti all’arte del racconto, in un modo o nell’altro. Ma Charlotte aveva una predilezione per il fantasy, che l’aiutava a tirar fuori quello che lei chiamava il suo “mondo nascosto”.

Secondo un articolo pubblicato dal The Guardian, infatti, la talentuosa scrittrice inglese avrebbe scritto, in giovane età, decine di manoscritti, come ad esempio “Sbirciatina in un libro illustrato” oppure “Una foglia da un libro mai aperto”, opere in miniatura che mostrano, oltre alla sua capacità di scrittura, anche un certa abilità nel lavoro di artigianato.

 

Le origini della coppia Jane Eyre-Mr. Rochester

Chi non ha sognato di vivere un amore travolgente e passionale come quello di Jane Eyre e Mr. Rochester? Quello che però in molti si sono chiesti è: com’è possibile che una donna che non ha mai lasciato il suo paesino di origine, Haworth, sia stata in grado di descrivere così bene un amore passionale e sensuale? Da dove ha preso l’ispirazione?

Mia Wasikowska e Michael Fassbender sono i protagonisti della storia nell'adattamento del 2011.
Mia Wasikowska e Michael Fassbender sono i protagonisti della storia nell’adattamento del 2011.

A risolvere il mistero ci ha pensato Emma Butcher, ricercatrice di letteratura inglese all’Università di Hull. A quanto pare, fin da quando aveva dieci anni, Charlotte divorava racconti militari, concentrandosi soprattutto sulla rivalità tra Wellington e Napoleone. Era anche affascinata dalle opere e dalla vita scandalosa di Lord Byron.

Ma fu all’età di tredici anni che la Brontë iniziò a costruire il suo immaginario letterario, con due storie romantiche. È in questo periodo, infatti, che sulle sponde dorate dell’Africa occidentale fa la sua comparsa uno dei primi esemplari di Mr. Rochester: il duca di Zamorna, muscoloso, carismatico e dalla forte espressione sessuale, re del suo regno immaginario.

 

La fine del periodo fantasy e la nascita della prima Jane Eyre

Intorno al 1839, Charlotte Brontë comincia ad allontanarsi dalla scrittura di fantasy e, racconto dopo racconto, inizia a delineare la sua eroina. Il regno incantato di cui parlava nelle sue storie iniziò a riempirsi di belle mogli adornate con abiti e gioielli di lusso, ma con una triste caratteristica in comune: nessuna di loro era indipendente e libera, e molte finivano per morire o venire abbandonate dai consorti. Mary Talbot, prima eroina della Brontë, viene ad esempio lasciata marcire in una torre in completa solitudine quando il marito, il duca di Zamorna, parte per la guerra.

Col passare degli anni e con la maturità acquisita – Charlotte all’epoca aveva 24 anni – incontriamo quello che possiamo definire il primo esemplare di Jane Eyre: Elizabeth Hastings, carnagione chiara, capelli scuri pettinati senza troppa cura con una semplice riga di mezzo, forti principi morali. Vi ricorda qualcuno?





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