Un film di Paul Schrader. Con Nicolas Cage, Willem Dafoe, Christopher Matthew Cook, Omar J. Dorsey, Louisa Krause. Azione, 93′. USA, 2016

Basato sul romanzo omonimo di Edward Bunker

 

Il carcere ha una funzione rieducativa, oltre che punitiva, nei confronti di chi commette un crimine? La pena è utile per cambiare l’indole di un individuo, per riportarlo “sulla retta via”? E gli ex galeotti hanno diritto, scontata la pena, a una seconda possibilità?

Da tempo in Italia e nel mondo su questi complessi temi si fronteggiano due schieramenti non solo politicamente diversi – conservatori da una parte, progressisti dall’altra -, ma anche ideologicamente e culturalmente agli antipodi.

Dopo aver visto “Cane mangia cane”, il nuovo film di Paul Schrader, basato sul romanzo omonimo di Edward Bunker, ex galeotto divenuto uno scrittore di successo mentre scontava una pena in un carcere americano, non potremo che essere scettici a riguardo.

Presentato al Festival di Cannes 2016 nella sezione Quinzaine, la pellicola susciterà emozioni contrastanti nello spettatore, che sarà tentato di definirlo un cult oppure non vedrà l’ora di dimenticarlo.

Un film che è allo stesso tempo psichedelico, visionario, pulp, crudo, violento, con spunti di macabra ironia comunque incisivi e divertenti.

Mad Dog (Defoe) e gli amici Troy (Cage) e Diesel (Cook), da poco usciti di prigione, vorrebbero filare dritto e vivere una vita tranquilla, ma la loro indole criminale è più forte di ogni buona intenzione.

Desiderosi di svoltare, i tre accettano di rapire un bambino di pochi mesi per conto di un boss locale. Ben lungi da prendere la piega desiderata, il loro destino subirà una tragica svolta.

“Cane mangia cane” può essere visto come una sorta di versione moderna di “Le iene” di Quentin Tarantino.

Willem Defoe si distingue, con un personaggio stralunato, efferato, a tratti comico. Cane mangia cane (2016)

Un racconto crudo, folle, feroce sulla discesa all’inferno di queste tre anime che conoscono solo violenza, illegalità e abusi di droga ed alcool.

Un film che è anche un atto di denuncia contro la corruzione, la violenza e i pregiudizi che negli Stati Uniti gli agenti di polizia nutrono ancora nei confronti delle persone di colore.

La struttura narrativa del film è convincente, godibile e originale soprattutto nella prima parte, merito di una regia atipica e ispirata e delle brillanti interpretazioni dei tre protagonisti, tra cui spicca Willem Defoe, stralunato, efferato, a tratti comico.

La seconda parte, invece, risulta debole e caotica soprattutto sul piano drammaturgico, perdendo forza e incisività ed evidenziare un calo sul piano del ritmo e del pathos.

“Cane mangia cane” racconta in modo spietato e amaro la realtà di molti ex detenuti che fuori dal carcere non hanno i mezzi o la volontà d’integrarsi nella società e finiscono per essere vittime dei loro stessi istinti criminali.

 

Il biglietto da acquistare per “Cane mangia cane”:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio
(con riserva). Ridotto. Sempre.

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