Bridget Jones. Un amore di ragazzo, Helen Fielding

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Che cosa fai se la festa per i sessant’anni della tua migliore amica e il trentesimo compleanno del tuo ragazzo cadono lo stesso giorno? È giusto mentire sull’età quando sei a caccia di appuntamenti on-line? È moralmente accettabile farsi fare la piega quando entrambi i tuoi figli hanno i pidocchi? Ma il Dalai Lama twitta personalmente o delega tutto al suo assistente? La tecnologia è ormai diventata il quinto elemento? O ti stai confondendo col legno? Fare sesso con uno dopo sei settimane di SMS è l’equivalente moderno di sposarsi dopo due incontri e sei mesi di corrispondenza all’epoca di Jane Austen? Con in testa questi ed altri, perfino più gravi dilemmi, Bridget Jones inciampa tra un ostacolo e l’altro della sua nuova vita da mamma single. E intanto twitta, messaggia e butta giù elenchi di cose da fare per risvegliare la sua sessualità assopita, a dispetto di quella che alcuni, con espressione odiosa e sorpassata, si ostinano a chiamare mezza età.

 

La single più amata di tutti i tempi è tornata. Oggi ha 51 anni, due figli piccoli, una carriera tutta da inventare. Oggi non c’è più il dolce e solido Mark a sostenerla e a farla sentire bella e sicura. Per questo – per non diventare una “vergine di ritorno” e non appassire prima del tempo – Bridget Jones, incoraggiata dagli amici di sempre, decide di rimettersi su piazza. Ma si sa, i tempi cambiano. Prima si andava a caccia di incontri e appuntamenti nei locali, oggi tutto si è spostato… su internet! E tra profili falsi, tweet folli, brutte esperienze e storie senza futuro, Bridget cercherà di restare a galla e di superare il passato che ancora la tormenta.

Questo è un libro divertente – e meno male, visto che il genere chick lit nasce proprio con questo intento. Vedere una madre single alle prese con la scuola, i compiti, le feste e tutta le cose che riguardano i bambini under-10… be’, fa bene. Leggere delle difficoltà di fare il genitore, di come spesso le cose non filino lisce è terapeutico. Spesso i genitori dei libri sono troppo perfetti o troppo lontani per poter essere presi ad esempio. Certo spero di non prendere spunti educativi da Bridget Jones, ma vedere come si vive davvero in una famiglia con figli piccoli è qualcosa che non accade spesso. E poi certi momenti sono davvero spassosi, e ridere non guasta mai.

Ma forse la cosa che ho apprezzato di più e che mi ha stupito di più è che ci sono anche degli spunti profondi. Nonostante la leggerezza generale, in un paio di punti mi sono salite le lacrime… Parlare della vedovanza e del dolore che perdere la persona cara provoca, parlare di quanto sia dura vedere i tuoi figli crescere senza padre… penso ci voglia molto tatto e molto stile, per non cadere nel trash o nel banale o in tutti e due. Ecco, ho trovato che la Fielding sia stata molto brava. I pensieri di Bridget a proposito del marito, sono completamente motivati, giusti, delicati. Anche se lei sta cercando di rimettersi in carreggiata, il pensiero di Mark è sempre lì (anche dopo cinque anni). L’ho trovato un bellissimo modo di affrontare un tema così difficile.

Anche i personaggi contribuiscono alla buona riuscita della storia. Sono tutti, dal primo all’ultimo, compresi quelli minori, divertenti, caricaturali in senso buono, credibili quasi al 100%. Bridget è sempre lei, la conosciamo. Ma vogliamo parlare di Billy e Mabel? Delle loro uscite o dei disastri che combinano? E che dire del toy boy, dell’insegnante stile Marines, degli amici di sempre… Il libro è godibile perché non è noioso. E non è noioso proprio perché sono le interazioni con gli altri quelle che fanno più ridere.

Passiamo ai punti di domanda. Ma secondo voi, quante possibilità ci sono che due mariti su due siano più che benestanti, con ville & company? Sinceramente questa è una cosa che non ho potuto non chiedermi. Mark era l’uomo perfetto, ok. Ma il Signor Wallaker non poteva essere un vero insegnate? Doveva per forza essere possidente? Diciamo che questo toglie un po’ di realtà alla cosa – per quanta realtà ci possa essere.

Ma secondo voi – parte seconda – esistono davvero persone che scrivono sms o tweet così scurrili? E che li scrivono a un ipotetico lui/lei? Ok che da questo punto di vista io sono un po’ puritana ma… leggere pagine e pagine di messaggi così mi ha lasciato alquanto perplessa. Tanto per dire, se qualcuno avesse scritto cose del genere a me… dubito fortemente che mi sarei più fatta risentire.

 

3 COMMENTS

  1. Bridget è il mio mito, è così normalmente imbranata, e dopo ogni batosta riesce sempre a rialzarsi in piedi, e a testa alta. Sa come farsi voler bene, e io un po’ gliene voglio… Mi hai dato la spinta finale per andare a comprarlo… Grazie!

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