Un film di Rebecca Zlotowski. Con Natalie Portman, Lily-Rose Melody Depp, Emmanuel Salinger, Louis Garrel, Rosa Bursztein. Drammatico, 106’. 2016

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In due giorni, a Venezia, è andato in scena il bello e il brutto del mondo del cinema.

Se infatti ieri il pubblico ha applaudito con convinzione la magnifica interpretazione di Natalie Portman in “Jackie”, neppure il tempo di far sbiadire il dolce ricordo che ecco proiettato “Platenarium” di Rebecca Zlotowski, sintesi perfetta di come un film NON dovrebbe essere sceneggiato e diretto.

La trama del film è confusa e inconsistente, con lo spettatore che si sforza di seguire le vicende delle due sorelle medium Laura (Portman) e Kate (Depp), scoperte da un eccentrico produttore cinematografico, che vuole girare un film per dimostrare l’esistenza delle realtà extrasensoriali.

L’intreccio narrativo è incomprensibile, privo di una qualsiasi identità.

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Natalie Portman e Lily-rose Depp in un’immagine promozionale del film. (2016)

Anche la regia di Rebecca Zlotowski appare pretestuosa, irritante nel tentativo, vano, di risultare originale e alternativa.

Le doti di Natalie Portman non sono in discussione, ma quella vista in “Planetarium” sembra più la gemella brutta dell’attrice che conosciamo. Unica nota lieta, se così possiamo definirla, è poter ammirare il suo lato b.

Non pervenuta, invece, la figlia di Johnny Depp, Lily-Rose Melody.

Il finale sconclusionato, che idealmente dovrebbe omaggiare “Via con il vento”, conferma allo spettatore la validità, anche nel cinema, della legge del contrappasso: per ogni capolavoro esiste un fiasco. E molto probabilmente non riuscirete a evitarlo.

 

Il biglietto da acquistare per “Planetarium” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

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