Al cinema: Quo vado?

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Un film di Gennaro Nunziate. Con Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli, Ludovica Modugno, Ninni Bruschetta, Lino Banfi. Commedia, 86′. 2016

Quo vado, locandina

Nella vita esistono pochi punti fermi e l’italiano medio, consapevole di essi, ha cercato di costruirci sopra la sua vita. Posto di lavoro fisso, fidanzamento eterno senza il desiderio di arrivare all’altare e a casa con i genitori, almeno finché possono mantenerti.

Già a inizio nuovo millennio, nel 2001, la commedia francese “Tanguy” raccontava in maniera brillante e provocatoria come essere eterni Peter Pan fosse un diritto alienabile di ogni figlio.

Nel 2016 è Checco Zalone a proporci la sua versione del bamboccione italianissimo, che non ha particolari grilli per la testa ed è disposto a tutto pur di mantenere il posto fisso.

Checco è un uomo felice: lavora nell’ufficio caccia e pesca della Provincia, vive ancora con i genitori e non ci pensa proprio a sposarsi con l’eterna fidanzata. Una vita da sogno, la sua, che si trasforma però in un incubo quando il Governo, nell’opera di ristrutturazione della pubblica amministrazione, vara il taglio delle Provincie.

Per Checco è un colpo durissimo: la prospettiva è quella di lasciare l’amata Puglia. L’uomo è tentato di dimettersi e intascare così la liquidazione, ma è bloccato nel suo proposito dal senatore Binetto (Banfi), che dall’alto sua esperienza gli ricorda la sacralità del posto fisso e lo invita alla resistenza.

Checco accetta allora ogni trasferimento che gli viene proposto, in giro per l’Italia e per il mondo, diventando il peggiore incubo dell’inflessibile dottoressa Sironi (Bergamasco), determinata a ridurre a ogni costo il personale della pubblica amministrazione.

Nel suo peregrinare in difesa del posto fisso, Checco arriva fino al Polo Nord e in mezzo a ghiacciai e orsi polari trova persino l’amore, la ricercatrice Valeria (Giovanardi), madre di tre figli avuti da tre uomini diversi.

Per amore il protagonista mette da parte la sua italianità, trasferendosi in Norvegia e sforzandosi di diventare una persona civile. Ma nonostante i buoni propositi, Checco rimane Checco e il richiamo della giungla – ovvero dell’Italia – è più forte di tutto. Per Valeria, però, il nostro è un paese indigesto, lontano per cultura e stile vita, e questo porta Checco a un bivio: l’amore o il posto fisso?

Luca Medici – alias Zalone – e Gennaro Nunziate firmano una commedia divertente, brillante e leggera, che racconta con ironia chi siano oggi gli italiani e come il posto fisso sia, come in passato, al contempo chimera e, una volta raggiunto, traguardo difficile da lasciarsi alle spalle.

Una sceneggiatura pulita, convincente, nel complesso fluida e scorrevole. Forse la prima parte è più vivace e dinamica rispetto alla seconda, dove si ha la sensazione che la storia scivoli verso il collo dell’imbuto, diventando abbastanza prevedibile. Debole e banale appare invece la storia d’amore tra Checco e Valeria, una storia che non suscita particolari emozioni.

La comicità di Checco Zalone, come ha confessato Giampaolo Letta, amministratore delegato della Medusa Film, fuori dall’Italia non è compresa e di conseguenza risulta poco vendibile. Zalone probabilmente non lo vedremo mai nei grandi cinema d’oltre Oceano, ma è capace di parlare all’Italia e agli italiani, conoscendo di questa terra pregi e soprattutto difetti.

Come ha sottolineato il produttore Pietro Valsecchi, “Quo vado?”, visto il successo riscosso dai precedenti film del comico, ha avuto un budget più generoso a disposizione ed è stato costruito provando a far fare un salto di qualità narrativo alla trama già ampiamente nota.

Lo spettatore in effetti non può non apprezzare le location diversificate e la voglia degli autori di ampliare lo schema classico delle storie di questo genere, ma uscendo di sala resta comunque l’idea che il film sia costruito ancora una volta tutto intorno alla vis comica e grottesca di Zalone. Fino ad oggi l’espediente ha funzionato, ma ci auguriamo che Luca Medici si decida ad andare oltre il suo personaggio.

Gennaro Nunziate firma una regia di discreto livello, anche se di taglio televisivo. Il suo è uno stile semplice ed essenziale. Bravo comunque a sfruttare al massimo le potenzialità di Zalone.

Nel cast, merita una menzione Sonia Bergamasco per il personaggio della dottoressa Sironi, una cattiva fascinosa e di classe, dirigente pubblico inflessibile e ambizioso.

Il finale allegro e colorato piace, risultando in sintonia con la storia e suggerendo allo spettatore che in fondo avere un posto di lavoro fisso è una bella cosa, ma essere educati e amati, forse, lo è anche di più.

 

Il biglietto d’acquistare per “Quo vado?” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.


“Quo vado” arriverà nelle sale il 1 gennaio, ma per chi volesse passare il Capodanno in compagnia di Zalone ci saranno proiezioni in anteprima in oltre cento sale in giro per l’Italia.

 




5 COMMENTS

  1. Sono andata a vederlo trascinata dal capitano e una coppia di amici. Due giorni per poter prenotare i posti, sempre esauriti… È’ una commedia scorrevole, una quasi reale descrizione di pregi e difetti italiani, ma anche luoghi comuni. Usi e costumi italiani e stranieri messi in luce ironicamente. Un finale che accontenta tutti. Non è la comicità che preferisco. Brava , simpatica e affascinante Sonia Bergamasco, nel film, la dirigente, capace di tutto.
    Uscendo dalla sala, si è rifatta viva la nostalgia della comicità unica e particolare di un attore e regista, Francesco Nuti.
    Mi manchi.
    Kikka

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