di Federica Rizzo

 

Un film di Dean Israelite. Con Dacre Montgomery, Naomi Scott, RJ Cyler, Becky G., Ludi Lin, Bryan Cranston, Elizabeth Banks. Azione, 124′. 2017

Nato nel 1993 come adattamento a stelle e strisce della serie di fantascienza giapponese “Super Sentai”, lo show dei Power Rangers è stato uno dei più seguiti degli anni novanta, e ha creato un vero e proprio fenomeno di costume, anche se dall’estetica kitsch.

Il regista sudafricano Dean Israelite prova adesso a trasformare la storia in un blockbuster, partendo da un’impostazione da teen movie, tipicamente anni ’80, per riprendere poi alcune delle suggestioni tipiche dei film di super eroi tanto di moda in questo periodo.

Il risultato è una pellicola a metà strada tra “I Fantastici 4” e “Misfits”.

Nella cittadina di Angel Grove, Jason, Kimberly, Billy, Trini e Zack sono ragazzi problematici e disagiati che finiscono in un corso di recupero.

Per una fortuita coincidenza si ritrovano alla cava dell’oro dove fanno una incredibile scoperta: trovano cinque monete colorate che brillano come pietre preziose e se ne impossessano. Questi amuleti hanno la capacità di dare ai ragazzi dei superpoteri. I cinque diventano incredibilmente agili e forti, capaci di cose impensabili prima.

I cinque, nuovi Power Rangers: da sinistra Naomi Scott, RJ Cyler, Dacre Montgomery, Ludi Lin, Becky G. (2017)

Adesso però dovranno mettere queste capacità al servizio di Zordon, ex Red Power Ranger, sconfitto dalla perfida Rita Repulsa (Banks) che è tornata in vita grazie al potere dell’oro, e minaccia di distruggere la città e il mondo. I ragazzi hanno poco tempo per imparare le tecniche di combattimento e trasformarsi nei Power Rangers.

Con chiari riferimenti a un immaginario costruito sulla rivincita degli emarginati e sulle categorie sociali che regolano l’esperienza scolastica, l’opera di Israelite è un teen drama in pieno stile che si rivolge in particolare agli adolescenti. Riuscendo a entrare nella psicologia di un ragazzo di oggi, il regista ne individua il disagio, aiuta la catarsi e gli prospetta un futuro migliore.

Va detto, i cinque protagonisti sono molto stereotipati. C’è il giovane di talento ma ribelle, la ragazza popolare e tosta, il nerd intelligente, l’emarginata dura ma in realtà dolce e il ragazzo estroverso che nasconde le sue debolezze.

Elizabeth Banks è la cattiva della storia, Rita Repulsa. (2017)

La vicenda dei Power Rangers nel complesso è comunque ben narrata. Il villain è interessante, e soprattutto molto ben realizzato dal punto di vista visivo, come del resto l’intero film.

L’aspetto scenografico è molto curato e questo salta subito all’occhio. Dalle armature dei cinque eroi, adattate per essere al passo col nuovo millennio, all’astronave aliena, al nemico finale e alle straordinarie macchine che i Rangers possono controllare, i Dinozord.

Nonostante una prima parte abbastanza lenta, che introduce i personaggi e i caratteri, la grande cura visiva si estende alle scene di combattimento, uno dei punti focali del film. L’azione vera però arriva solo sul finale.

Riprendendo esattamente lo schema narrativo, leggero e scanzonato, della serie TV per riproporlo in 120’ di pellicola, “Power Rangers”, supportato dal carisma dei cinque giovani protagonisti e dalla forte credibilità di una villain donna, intrattiene senza per questo perdere in giocosità.

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