Un film di Francesco Amato. Con Toni Servillo, Carla Signoris, Luca Marinelli, Verónica Echequi, Pietro Sermonti. Commedia, 102′. 2017

A chi non è capitato, almeno una volta, di sentirsi dire da parenti e amici: “Lasciati andare! Vivi alla giornata!”?

Tutt’altro che impresa semplice per chi, come il sottoscritto, fa dello schematismo e della rigidità mentale e fisica quasi un punto d’onore.

Immaginate se le caratteristiche sopracitate fossero anche i tratti distintivi di un celebre psicoanalista, ebreo, separato dalla moglie anche se questa continua ad abitare nell’appartamento accanto, assai goloso e pigro.

Sì, forse non andreste mai da lui in terapia. Ma se questo psicoanalista avesse le fattezze e lo charme di Toni Servillo? Dai sorrisi che già appaiono sui vostri volti, immagino che adesso considerereste l’idea.

In “Lasciati andare” di Francesco Amato, Servillo torna al cinema, in una commedia italiana che per stile e ironia ricorda da vicino alcuni film di successo di Woody Allen.

Elia Venezia (Servillo) è un’analista ebreo che sembra ormai svolgere il suo lavoro svogliatamente, mostrando scarsa empatia per i pazienti. Durante le sedute finge soltanto di ascoltare i loro problemi, mentre di nascosto mangia con gusto gli amati bignè.

Quella di Elia è una vita piatta, sedentaria, votata al risparmio economico e affettivo, dopo la separazione dalla moglie Giovanna (Signoris).

Toni Servillo in una scena del film. (2017)

Le conseguenze di una vita “poco sana” si fanno sentire quando il protagonista accusa un leggero malore, e su consiglio di un amico medico è quindi costretto a iniziare una regolare attività fisica per rimettersi in forma.

Elia così, come un alieno, sbarca nel mondo delle palestre, sentendosi sperduto ed incredulo.

Il fortuito e rocambolesco incontro con Claudia (Echequi), esuberante e problematica personal trainer spagnola, sconvolge la sua esistenza, portandolo, dopo tanto tempo, a uscire dal letargo emotivo oltre che da quello fisico.

Nel frattempo si ritrova anche, suo malgrado, ad essere il compagno delle tragicomiche avventure di Giovanna, causate dalla presenza di Ettore (Marinelli), ex fidanzato, attualmente galeotto, con qualche problema nella gestione della rabbia.

“Lasciati andare” è una commedia godibile, fresca, ironica, garbata, che regala più di un sorriso.

Sul piano drammaturgico, gli sceneggiatori sono riusciti a scrivere una storia divertente e frizzante, e a ideare dei personaggi credibili, anche se in alcuni momenti grotteschi ed eccessivi.

Toni Servillo e Luca Marinelli. “Lasciati andare”. (2017)

Il limite, a nostro parere, è di non avere amalgamato a dovere le due parti del film: la prima, che possiamo definire sportiva, dove sono protagonisti Elia e Claudia, e la seconda, più d’azione e noir, in cui imperversa con grande carisma e talento Luca Marinelli.

L’inedita e bizzarra coppia composta da Toni Servillo e dalla giovane Veronica Echegui è affiatata, divertente, mescola in modo efficace esperienza e gioventù risultando empatica e coinvolgente.

Il resto del cast è di buon livello sul piano interpretativo e di presenza scenica, con ogni attore che da il proprio contributo alla riuscita del film.

L’esordio nel lungometraggio di Francesco Amato è senza dubbio positivo. Il regista da prova di talento e di possedere uno suo stile, magari di respiro televisivo, ma sicuramente convincente.

Mente e corpo devono agire in armonia. Solamente allora l’uomo potrà ambire a vivere la più bella illusione di tutte, ovvero il raggiungimento della felicità – magari in compagnia del partner.

 

Il biglietto da acquistare per “Lasciati andare” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.

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