Al cinema | Ghost in the Shell

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di Federica Rizzo

 

Un film di Rupert Sanders. Con Scarlett Johansson, Michael Pitt, Juliette Binoche, Michael Wincott, Pilou Asbæk. Azione, 120’. 2017

Dopo gli apprezzati film d’animazione diretti da Mamoru Oshii, l’universo cyberpunk di “Ghost in the Shell”, tratto dal manga di Masamune Shirow, pubblicato in Giappone a partire dal 1989, arriva per la prima volta in live action con le fattezze di Scarlett Johansson.

In un futuro non troppo lontano, caratterizzato da metropoli tecnologiche e luminose ma dall’animo oscuro, esseri umani e robot vivono fianco a fianco, con i primi che spesso si appropriano di parti dei secondi per potenziarsi e migliorarsi.

In una di queste metropoli vive il maggiore Mira (Johansson), primo esemplare con corpo completamente robotico ma cervello umano.

La donna, dotata di capacità fisiche fuori dal comune, è il capo squadra della Sezione 9, reparto speciale della polizia il cui compito è bloccare il terrorismo cibernetico.

Portare sul grande schermo la versione live action di un anime non è mai facile. Se si tratta, poi, di una pietra miliare del genere cyberpunk l’operazione risulta ancora più complessa.

“Ghost in the Shell”, dal punto di vista cinematografico, è un buon film, con una grande dose di action – non mancano inseguimenti, sparatorie e lotte corpo a corpo.

Nonostante una sceneggiatura non impeccabile e una trama abbastanza prevedibile, la storia in qualche modo risulta interessante e affascina lo spettatore, che si ritroverà gioco forza catapultato in un mondo pieno di insidie e di misteri che lentamente verranno svelati.

La fotografia evidenzia luci e suoni di una città futuristica, e prova, con un ritmo lento e riflessivo, a unire agli effetti speciali la filosofia dell’opera originaria.

È su questo versante, che la pellicola di Rupert Sand appare più debole. Gran parte dell’esistenzialismo che dovrebbe affliggere un’Intelligenza artificiale che prende lentamente coscienza della sua esistenza è stato evitato, a favore dell’azione.

Consigliato, dunque, agli appassionati di fantascienza e a chi non conosce l’origine della storia; un po’ meno a tutti coloro che sono cresciuti con il manga e l’anime, che si troveranno davanti un film troppo semplificato e che emana poco “ghost”.





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