9 libri molto lunghi che vale davvero la pena leggere fino in fondo

Dai classici intramontabili come Dickens alle storie contemporanee di Haruki e Donna Tartt

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Non c’è niente che possa battere la sensazione che si prova al termine di un libro di oltre 800 pagine. È gratificante come essere arrivati al traguardo di una maratona, e vale ogni singolo momento. Più spesso è il libro, più complicata è la trama – e questo è solo l’inizio. Ci sono più personaggi di cui seguire le vicende, più avvenimenti, più drammi, più scontri, più di tutto, e basterà poco perché vi sentiate risucchiati dalle pagine.

Avete bisogno di nuove idee per dare nuovo vigore alla vostra passione per i “mattoni”? Riprendendo un pezzo di Bustle, ecco 10 romanzi tutti superiori alle 500 pagine con cui passare ore e ore e ore di appassionata lettura.

 

1. La valle dell’Eden, John Steinbeck

La valle dell'Eden, john Steinbeck

(pagine: 762)

Nel paese di Nod, a est de] giardino dell’Eden, dove la progenie di Caino andò a vivere secondo la leggenda biblica e che nel romanzo di John Steinbeck corrisponde simbolicamente alla valle percorsa dal fiume Salinas nella California settentrionale, si intrecciano le storie di due famiglie, gli Hamilton e i Trask. Protagonisti della saga, che va dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale, da una parte il vecchio Samuel Hamilton, immigrato dall’Irlanda; e, dall’altra, Cyrus Trask insieme ai figli Adam e Charles, e ai nipoti Aron e Caleb, gemelli nati dalla misteriosa Cathy Ames, reincarnazione di Eva e di Satana allo stesso tempo, emblema del male nel mondo, con il quale tutti nel corso della lunga vicenda devono misurarsi.

 

2. 1Q84, Haruki Murakami

1Q84, Murakami Haruki

(pagine 1164)

Tokyo, 1984. Aomame è un’assassina spietata e fragile. In minigonna e tacchi a spillo, vendica tutte le donne che subiscono violenza, con una tecnica micidiale e invisibile. Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro inquietante, pericoloso come una profezia. Entrambi si giocano la vita in una storia che sembra destinata a farli incontrare. Ma quando Aomame vede sorgere in cielo una seconda luna, capisce che, forse, non potranno condividere neppure la stessa realtà…

 

3. Middlemarch, George Elliot

Middlemarch, George Elliot

(Pagine: 829)

Pubblicato a puntate tra il 1871 e il 1872, “Middlemarch” è, nel variegato paesaggio del romanzo inglese di fine Ottocento, tra i punti più alti mai raggiunti in termini di capacità di rappresentazione della complessità delle psicologie e di attenzione quasi d’ordine sociologico all’ambiente sociale (il sottotitolo, “Studi di vita in provincia”, definisce da subito il contesto). Al centro della storia è proprio l’immaginaria cittadina inglese di Middlemarch, all’interno della quale si articolano i destini di quattro personaggi e di due matrimoni infelici, indagati da George Eliot nei loro più impercettibili interstizi attraverso lo strumento chirurgico di uno stile espressivo sempre acuminato. Il romanzo che permette di comprendere la solidissima fragilità dell’Inghilterra vittoriana.

 

4. It, Stephen King

it, Stephen King

(Pagine: 1238)

In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l’incubo ricomincia. Un viaggio illuminante lungo l’oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell’infanzia a quelli della maturità.

 

5. Fiabe e storie, Hans Christian Andersen

Fiabe e storie, Hans Christian Andersen

(Pagine: 1044)

Le fiabe di Hans Christian Andersen, composte e pubblicate in danese fra il 1835 e il 1874, scaturiscono n gran parte dalla fantasia originale dell’autore e solo in minima parte dalla materia popolare cui pure, almeno inizialmente, egli dichiarò di ispirarsi. Il fatto è che – come mette in evidenza Vincenzo Cerami nell’introduzione al volume – Andersen non si limita a ripercorrere e reinterpretare il filo della grande tradizione favolistica europea, inaugurata da Basile, fissata da Perrault e ulteriormente strutturata da Hoffmann. Dotato di un’inquieta tensione romantica e di un’autentica consapevolezza borghese, Andersen “cambia radicalmente la prospettiva della fiaba”.

 

6. L’assassino cieco, Margaret Atwood

L'assassino cieco, Margaret Atwood

(Pagine: 552)

“Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura precipitò con l’auto giù da un ponte.” Sono queste le prime parole, semplici ma inquietanti, con cui Iris Chase, la voce narrante del romanzo, decide, a ottantadue anni, di raccontare le tormentate vicende della sua famiglia nell’arco di quasi un secolo. Ma sin dall’inizio il racconto di Iris viene interrotto dagli stralci di un altro romanzo, una scabrosa storia d’amore scritta dalla sorella tragicamente morta e pubblicata postuma con enorme successo: “L’assassino cieco”. Il protagonista del romanzo, un uomo in fuga, inventa per la sua amante una storia di fantascienza su un pianeta inverosimile, dando, così, vita a un terzo livello narrativo.

 

7. I giorni dell’eternità, Ken Follett

I giorni dell'eternità, Ken Follett, Century Trilogy

(Pagine: 1224)

“I giorni dell’eternità” è la conclusione della trilogia “The Century”, dedicata al Novecento, nella quale Ken Follett segue il destino di cinque famiglie legate tra loro: una americana, una tedesca, una russa, una inglese e una gallese. Dai palazzi del potere alle case della gente comune, le storie dei protagonisti si snodano e si intrecciano nel periodo che va dai primi anni Sessanta fino alla caduta del Muro di Berlino, passando attraverso eventi sociali, politici ed economici tra i più drammatici e significativi del cosiddetto “Secolo breve”: le lotte per i diritti civili in America, la crisi dei missili di Cuba, la Guerra fredda, ma anche i Beatles e la nascita del rock’n’roll.

 

8. Il circolo Pickwick, Charles Dickens

Il Circolo Pickwick, Charles Dickens

(Pagine: 992)

Charles Dickens presenta un mirabile affresco della società inglese dell’Ottocento, con grandi verve umoristica e capacità di ironia. La storia narra le peripezie di un gruppo di persone, capitanate dal signor Pickwick, alle prese con situazioni improbabili e assurde. Pickwick, insieme a tre suoi amici, e al suo fidato servitore, si troverà ad affrontare matrimoni difficili e controversi, rapimenti di belle signore, viaggi senza possibilità di raggiungere la meta, all’insegna della comicità e di situazioni quasi macchiettistiche. Dickens tratteggia un mondo complesso ma veritiero, umoristico ma arguto nell’indicare errori e costumi poco consoni di una società in continua evoluzione come quella londinese.

 

9. Il cardellino, Donna Tartt

Il cardellino, Donna Tartt

(Pagine: 893)

Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile, Theo Decker sopravvive, appena tredicenne, all’attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo a New-York, senza parenti né un posto dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. A disagio nella sua nuova casa di Park Avenue, isolato dagli amici e tormentato dall’acuta nostalgia nei confronti della madre, Theo si aggrappa alla cosa che più di ogni altra ha il potere di fargliela sentire vicina: un piccolo quadro dal fascino singolare che, a distanza di anni, lo porterà ad addentrarsi negli ambienti pericolosi della criminalità internazionale. Nel frattempo, Theo cresce, diventa un uomo, si innamora e impara a scivolare con disinvoltura dai salotti più chic della città al polveroso labirinto del negozio di antichità in cui lavora. Finché, preda di una pulsione autodistruttiva impossibile da controllare, si troverà coinvolto in una rischiosa partita dove la posta in gioco è il suo talismano, il piccolo quadro raffigurante un cardellino che forse rappresenta l’innocenza perduta e la bellezza che, sola, può salvare il mondo.

 

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