“40 sono i nuovi 20”: una commedia leggera sulle seconde possibilità

Hallie Meyers-Shyer, all'esordio, dirige Reese Witherspoon in una storia positiva sul rimettersi in gioco

1

di Federica Rizzo

 

di Hallie Meyers-Shyer. Con Reese Witherspoon, Pico Alexander, Nat Wolff, Jon Rudnitsky, Michael Sheen. Commedia, 96′. USA, 2017

 

Opera prima di Hallie Meyers-Shyer, figlia della più nota Nancy Meyers (“L’amore non va in vacanza”, “E’ complicato”, “Lo stagista inaspettato”) qui nelle vesti di produttrice, “40 sono i nuovi 20” è una commedia immediata sulle seconde possibilità e sulla possibilità di cambiare la propria vita, anche dopo i trenta.

Alice (Witherspoon) è appena stata lasciata dal marito (Sheen) e con le due figlie si è trasferita a Los Angeles, nella casa dove è cresciuta. Il giorno del suo quarantesimo compleanno accetta di festeggiare l’ingresso negli “anta” con le amiche, in un locale dove l’aitante Harry (Alexander), aspirante regista ventottenne, non può fare a meno di notarla e corteggiarla.

Chi si aspetterebbe, però, che l’avventura di una notte si trasformasse in un’improbabile convivenza non solo con Harry, ma anche coi suoi squattrinati migliori amici e compagni d’arte Teddy (Wolff) e George (Rudnitsky)?

Facendo della Witherspoon il perno principale intorno cui si snodano le disavventure quotidiane, “40 sono i nuovi 20” soffre, prima di tutto, del titolo italiano forviante. L’originale “Home Again”, riferito alla volontà di Alice di tornare nella città natale per riscoprire le sue origini e ricominciare da zero, è sicuramente più coerente con il contenuto del film.

Alice è inizialmente insicura di sé e del suo futuro, che entra in crisi nel momento in cui compie gli anni. Dietro tale fragilità si nasconde però una donna forte che trova la forza di rimettersi in gioco.

La pellicola è, dunque, un prodotto meno superficiale di quanto ci si aspetterebbe, con un messaggio positivo e incoraggiante condito anche da qualche momento divertente. Peccato che, a un ritmo iniziale sostenuto da dialoghi scorrevoli e da sequenze in cui il sentimento avvolge senza divenire mai retorico, segua una seconda parte che si dipana in modo più scontato dirigendosi verso l’epilogo più probabile.

“40 sono i nuovi 20”, comunque, è un piacevole invito a non tirarsi indietro di fronte alle sfide quotidiane, una scommessa a rimettersi in gioco e un appello a cercare la felicità prima di tutto in noi stessi e poi negli altri.

 

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here